Sette anni dopo "Strange Days", Kathryn Bigelow torna a Venezia per presentare "K19: the Windowmaker", colossal da 100 milioni di dollari con Harrison Ford e Liam Neeson.
Sette anni dopo "Strange Days", Kathryn Bigelow torna a Venezia per presentare "K19: the Windowmaker", colossal da 100 milioni di dollari con Harrison Ford e Liam Neeson.
K-19: The Widowmaker
Sette anni dopo "Strange Days", Kathryn Bigelow torna a Venezia per presentare "K19: the Windowmaker", colossal da 100 milioni di dollari con Harrison Ford e Liam Neeson.
Harrison Ford, apparso a Venezia con un vistoso orecchino d’oro (“ce l’ho da sette anni ma lo tolgo sempre nelle grandi occasioni”), interpreta il capitano russo Alexi Vostrikov, che ha ottenuto il comando del sottomarino nucleare K-19 usurpandolo al vecchio comandante (Liam Neeson), ora ridotto a fargli da secondo.
All’apice della guerra fredda, nel 1961, il K-19 orgoglio della Marina Sovietica, parte alla volta del nord Atlantico per un’esercitazione. Ma qualcosa non funziona, e fin da subito inquietanti problemi turbano il clima, già appesantito dal rovesciamento gerarchico. Durante le prove di profondità, Vostrikov riceve l’ordine di dirigersi verso le basi Nato degli Stati Uniti. Ma il K-19, nel frattempo, ha subito un gravissimo danno al reattore nuclerae, e rischia di trascinarsi per l’oceano come una bomba ad orologeria, avverando la maledizione implicita nel suo soprannome: the widowmaker, il fabbricatore di vedove. Di fronte alla minaccia di una Chernobyl in mare aperto, Vostrikov dovrà scegliere se obbedire agli ordini del Cremlino o salvare la vita dei suoi uomini.
“E’ una storia di un gruppo di persone che, trovandosi in una situazione tragica, diventano eroi”, dice Kathryn Bigelow, la bellissima regista californiana che ha grandi aspettative riguardo al suo film: “Mi auguro che K-19 possa aiutare ad allargare l’angusta finestra ideologica attraverso cui noi americani abbiamo visto un passato e una cultura particolari. Penso alla gente meravigliosa che ho incontarto in Russia: i nostri ex nemici, il cui coraggio ora possiamo, finalmente, riconoscere”.
Molto più polemico invece l’ex pugile Liam Neeson: “Questo film è assolutamente contro la guerra, l’amministrazione Bush no.” E se Harrison Ford preferisce non rispondere sul suo orintamento politico, Neeson rincara la dose, esortando i leader europei a spegnere i pruriti bellicosi di Bush: “Il presidente odia sentirsi dire che cosa fare: ma poi, come tutti i bambini, dà retta ai consigli”.
- FESTIVAL DI VENEZIA 2002 |
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