Non è facile fare una presentazione di Johnny Palomba,
soprattutto perché di lui si sa molto poco se non quello che lui vuole che si
sappia. La sua biografia conta poche righe ma decisamente intense: ha militato
nell’aviazione del Congo Belga, è stato rivoluzionario accanto al popolo
dell’atollo Diego Garcia per sabotare le basi britanniche; per una questione
poco chiara legata al commercio degli smeraldi, nel 1985 si è trovato a
scontare una pena di vent’anni nel carcere di Provedencia in Colombia da dove è
fuggito con un sotterfugio.
In Italia è arrivato agli inizi degli anni Novanta
dove ha lavorato, sotto falso nome, come trasportatore di materiali tossici.
Una vita intensa, che fa sorgere dei dubbi. Ma nonostante questo back ground
alquanto particolare, qui da noi è conosciuto come l’uomo mascherato che recensisce
i film in dialetto romanesco. Ma dialetto stretto, così “raffinato” che a volte
anche un romano “doc” fatica a capire.
Non tutti lo sanno, o meglio non tutti se ne accorgono, ma Johnny Palomba è uno dei più grandi critici cinematografici umoristici italiani. Riesce tramite sottili sottosignificati a dare un grande peso alle parole, colpendo nel segno il senso del film. E’ un uomo misterioso, che appare in tv solo se bardato come un subcomandante; pungente e senza peli sulla lingua ha scritto, ad esempio, del film su Ray Charles: “Tutta la vita a creà soni su e giù pe’ storganetto a tastoni”. Niente buonismi e perbenismi, lui scrive quello che pensa, ma solo in romanesco.
Ora Palomba, che già pubblicava con Fandango Libri (ha
scritto sei libri), è stato nominato direttore di Radiofandango e di Fandango
Tv, tutte creature dell’instancabile Domenica Procacci. La sua passione per il
cinema nasce quando ad Hong Kong ha lavorato come controfigura in film ad altro
rischio e poi, sempre sull’onda cinematografica, ha vissuto i suoi primi anni a
Roma in un sottoscala di una grande multisala romana. La sua vita è
decisamente cambiata ed essendo direttore di Fandango Tv non può più esimersi
dal comparire, seppur mantenendo nascosta la sua immagine.
In televisione esordirà su La7 il 22 marzo all’interno dello
spettacolo comico “Grazie al cielo sei qui” condotto da Leonardo Manera. E
chissà, finalmente la sua fama uscirà dai confini locali in cui il dialetto lo
costringe, per allietare con la sua caustica ironia tutto il pubblico italiano.
E
magari a qualcuno verrà voglia di girare un film sul suo imprendibile
personaggio. Ma solo a patto che a recensirlo sia lui…




