Alla fine di agosto sapremo probabilmente se Josh Hartnett, uno dei “nuovi belli” di Hollywood, ha anche la stoffa necessaria per accedere all’Olimpo degli attori americani di razza. Ed il genere che potrebbe consacrarlo o limitarne definitivamente le possibilità attoriali è proprio quello “duro” per eccellenza, e cioè il noir. Il 26 agosto uscirà infatti nelle nostre sale il divertente “Slevin - Patto criminale” (Lucky Number Slevin, 2006), in cui il suddetto genere si mescola con la piccante salsa “pulp” che, da Quentin Tarantino in poi, lo ha accompagnato in questi ultimi anni.
Pochi giorni dopo chi invece parteciperà alle proiezioni del prossimo festival di Venezia potrà constatare le effettive qualità di Hartnett nel ben più importante e “classico” “The Black Dahlia” (id., 2006), nuovo attesissimo lungometraggio di Brian De Palma interpretato anche da Aaron Eckhart, Hilary Swank e soprattutto Scarlett Johansson, che proprio sul set ha iniziato con il bel Josh una storia che si dice sia finita da molto poco tempo. Riuscirà l’aitante giovanotto a superare le doti d’attrice e di ammaliatrice della neo-star di “Lost in Translation” (id., 2003) e “Match Point” (id., 2005)? Tratto dall’omonimo, durissimo e splendido romanzo del più grande scrittore di hard-boiled americano, James Ellroy, “The Black Dahlia” ha avuto una serie di vicissitudini sia in pre-produzione che durante la lavorazione – all’ultimo momento Mark Wahlberg ha rinunciato al suo ruolo di co-protagonista, rimpiazzato subito da Eckhart.
In effetti, a livello cinematografico questa pellicola sembra decisamente somigliare all’appuntamento con il destino che Josh Hartnett non può mancare; fino ad ora infatti l’attore non ha certo brillato per le proprie interpretazioni, anche se ha quanto meno denotato una discreta intelligenza nel conquistarsi almeno un paio di ruoli in opere degne d’interesse: citiamo almeno il cult d’esordio di Sofia Coppola “Il giardino delle vergini suicide” (The Virgin Suicides, 1999) e il capolavoro bellico di Ridley Scott "Black Hawk Down” (id., 2001). Per il resto, non possiamo ricordare ai il clamoroso flop di critica del colossal “Pearl Harbor” di Michael Bay, in cui Hartnett dettava al peggio con un altro attore discontinuo (eufemismo?) come Ben Afleck.
E cosa riserva il futuro del comunque impegnatissimo Josh? Ci interessa segnalare “The Prince of Cool” (id., 2007) di Bruce Beresford, in cui interpreterà addirittura il leggendario musicista Chet Baker – che scommessa! – e l’horror apocalittico “30 Days of Night” (id., 2007) di David Slade, trasposizione cinematografica di un fumetto di Steve Niles.


Josh Hartnett



