Ci sono voluti 18 anni, 400 episodi e 4 milioni di share medio a singola puntata prima di arrivare al grande schermo, ma – come spiega il loro creatore Matt Groening – trasformare la popolare serie televisiva in un lungometraggio era un passo importante da fare solo qualora si avesse una storia forte da trasmettere al buio di una sala cinematografica.
Per chi non lo avesse ancora capito – e saranno davvero in pochi – stiamo parlando della famigliola più dissacrante d’America “I Simpson” che, dopo il successo al botteghino americano, da oggi arrivano nei cinema italiani presentandosi con tutta la loro carica spregiudicata anche a chi tra il pubblico non avesse ancora avuto il piacere di conoscerli. Homer, Marge, Lisa, Bart e Maggie Simpson, antieroi pop di una generazione televisiva che li ha amati dal 1991 ad oggi (in Italia questo è l’anno della prima messa in onda), sono dunque pronti a sbancare il botteghino al ritmo di gag irresistibili che fanno da cornice ad una storia di sapore ecologista con tanto di sfiorato disastro ambientale. Catastrofe, naturalmente innescata dalle azioni furbette del capofamiglia Homer, il padre che nessun figlio ammetterebbe mai di volere, il marito che tutte le donne si lamenterebbero di dover sopportare, ma l’uomo che poi in fondo incarna tutte le qualità dell’uomo “medio” di ogni latitudine.
Il film, anche per i non appassionati del genere, regge bene gli 87 minuti dettati dai tempi del grande schermo e le risate accompagnano tutto il corso di una vicenda che ha per protagonista principale proprio Homer, coinvolto in una sorta di odissea personale tesa a salvare la cittadina di Springfield da un disastro da lui stesso causato e allo stesso tempo proteso nel cercare di riconquistare la fiducia – ormai messa a dura prova – di Marge. A fare da contorno a tutto ciò una carrellata di personaggi divertentissimi e di situazioni comiche che prendono in giro le certezze americane, ma anche le nostre convinzioni di esseri umani e soprattutto le nostre debolezze e piccole meschinità.
I fan più appassionati della serie difficilmente, insomma, resteranno delusi dall’ambientazione cinematografica – del resto la produzione ha tenacemente cercato mantenere inalterata la natura e la coerenza delle storie dei Simpson anche in questa opera per il grande schermo - e avranno invece una possibilità in più per convincere gli scettici a condividere con loro la passione per la famiglia “gialla” che rappresenta in fondo, un’occasione per ridere un po’ anche di noi stessi.


Matt Groening



