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Drew Barrymore alle prese con il ruolo più impegnativo della sua carriera.
I ragazzi della mia vita
I ragazzi della mia vita
Un film di Penny Marshall
Con Drew Barrymore, Steve Zahn, James Woods, Lorraine Bracco
Usa, 2001
“La nostra intera esistenza si riduce a quattro o cinque giorni importanti in grado di determinare tutto”, recita il libro di Beverly Donofrio, la scrittrice alla cui storia è ispirato “I ragazzi della mia vita”.
Seguendo questo pensiero, nel ripercorrere la storia di Beverly dall’adolescenza sognante nella provincia americana agli anni della maturità come giornalista indurita di New York, la regista Penny Marshall ritaglia solo i momenti principali nella vita di Beverly, alla ricerca di quelle giornate fondamentali che catalizzano gli eventi, in un efficace collage di humour e dramma. I momenti cruciali nella vita della scrittrice si consumano tutti in macchina (il titolo originale del film, come del libro della Donofrio, è “Riding in Cars With Boys”), compreso il concepimento del bambino che manderà in rovina i suoi sogni.
Beverly ha quindici anni quando si ritrova incinta di Ray, ragazzo dolce ma inetto che Beverly sceglie per ripiego dopo essere stata scaricata dall’aitante e ottuso bellone della scuola. I genitori sono furiosi e la provincia pudica e benpensante mal tollera le ragazze madri: l’unica soluzione è il matrimonio. Dopo una cerimonia grottesca in cui il padre le rinfaccia tutto il suo rancore (“la madre ha quindici anni e il padre è un imbecille. Che cosa dovremmo festeggiare?”) Beverly si trova invischiata in una vita che non le appartiene. I suoi piani erano ben altri: prima il college, poi il master, e infine un fulgido futuro da scrittrice. Invece c’è un figlio da crescere, il marito che diventa tossicodipendente, e a Beverly non resta che guardare le compagne di scuola partire per i college più prestigiosi dalla squallida veranda della sua casa popolare. Per fortuna c’è l’amica del cuore Fay, anche lei condannata a un matrimonio riparatore e infelice, a cui confessare le proprie pene e i propri rimpianti. Alla fine, dopo molti tentativi falliti disastrosamente, l’emersione di Beverly da una vita di frustrazione sarà possibile, come pure il coronamento del suo sogno.
Tratto dal romanzo della Donofrio, diretto da Penny Marshall e interpretato da Drew Barrymore, “I ragazzi della mia vita” è un film tutto al femminile, dove il termine va inteso in modo diverso da come lo concepiscono molti produttori hollywoodiani. La Marshall infatti ci risparmia i cliché melensi e strappacuore, evitando il melodramma anche nei momenti più dolorosi, riuscendo persino a divincolarsi con discreto successo nella difficile unione tra realismo e lieto fine. Drew Barrymore nel ruolo più impegnativo della sua carriera supera la sfida e si dimostra credibile sia come ingenua quindicenne che come consumata donna in carriera (nella scena finale l’attore che interpreta suo figlio ha 2 anni più di lei), rendendoci un ritratto convincente di una donna complessa, incarnazione vivente dell’american dream ma allo stesso tempo refrattaria agli stereotipi femminili, primo fra tutti quello dell’innato senso materno.
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