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VIZ-A-VIZ TRA MANGA E ANIME

courtesy of © Masami Kurumada/Shueisha - Toei Animation
Francesco Pisaniello 14/03/2003

Sono molte le differenze tra il fumetto e la serie televisiva de "I Cavalieri dello Zodiaco". Fumetto.it le ha scoperte per voi.

La sceneggiatura del fumetto presenta alcune differenze rispetto al prodotto televisivo: l'adattamento del manga al pubblico tv dei giovanissimi ha reso necessari alcuni cambiamenti.
La serie tv de “I Cavalieri dello Zodiaco” è priva di molte scene cruente che invece nel fumetto aiutano a creare l’atmosfera tesa e triste delle vicende a cui vanno incontro gli eroi.
La serie animata, prodotta dalla Toei Animation, è stata trasmessa in Giappone dal 1986 al 1989 (in tutto sono 114 episodi), ma in Italia è arrivata solamente nel marzo 1990 e trasmessa da Odeon Tv.
Gli episodi del fumetto a cui si ispira la serie tv presentavano alcune parti molto violente, come il taglio dei polsi di Sirio di fronte al Grande Mu per riparare le armature, come i numerosi calci che Tisifone sferra ad un Pegasus inerme disteso per terra, come la pugnalata attraverso la mano di Micene di Sagitter che protegge la piccola Lady Isabel, come il rimedio di Scorpio che infila due dita nel ventre di Cristal per risvegliare i suoi punti vitali.
La versione tv più recente, riproposta dal prossimo 8 novembre su Canal Jimmy tutti i giovedì alle 19.00, presenta ulteriori tagli rispetto all'originale. L’adattamento italiano ha modificato sostazialmente i nomi dei cavalieri rendendo abbastanza scontate alcune caratteristiche.
Come poteva Pegasus (Seya in originale) non diventare il cavaliere di Pegaso dopo l’addestramento? Andromeda (Shun) dove poteva finire se non nell’isola di Andromeda? E Phoenix (Ikki) non era già predestinato ad indossare l’armatura della Fenice? Di stranezze ce ne sono molte, alcune delle quali piuttosto evidenti: nei primi numeri del fumetto la giovinezza di Seiya e compagni è evidente, mentre nella versione animata Araki ha dato ai personaggi un aspetto troppo vissuto per la loro età.
Nelle avventure a fumetti i Bronze Saint hanno un’età compresa fra i 14 e i 15 anni, i Silver Saint fra i 16 e i 17 anni mentre i Gold Saint dai 20 ai 23 anni.
Anche il design delle armature è stato nuovamente ridisegnato. Nel fumetto i cinque cavalieri protagonisti cambiano spesso armatura per le continue riparazioni a cui sono sottoposti i loro Cloth mentre nella versione televisiva le armature sono uguali per tutta la prima serie e, solo dopo la conclusione delle dodici case dello zodiaco, i Gold Saint acconsentono a riparare le vestigia di bronzo rimodellandole completamente.
Le differenze non sono finite qui. Masami Kuramada ha inventato solo per la serie tv nuovi cavalieri e nuove situazioni inserendoli nel normale scorrere degli eventi. Il risultato è un’opera praticamente superlativa arricchita ancora di più da un’animazione spettacolare e dal meraviglioso character design di Shingo Araki (già all’opera su “Lady Oscar”, “Kimba”, “Babil Junior”, e altri).
Le parti inserite sono più o meno interessanti: dall’isola di Morgana, con la sacerdotessa guerriera e i suoi tre pirati, Medusa, Delfino e Serpente di Mare, all’episodio in cui la villa di Lady Isabel è attaccata da Docrates, un cavaliere malvagio che non fa parte di nessuna casta; a tutti i flashback con il Maestro dei Ghiacci, il secondo allenatore di Cristal. Ma l’inserimento più eclatante è forse l’intera avventura di Asgard. Masami Kuramada ha creato questo ottimo preludio come anticipazione della saga di Nettuno, ridisegnando le armature per avvicinarsi a quelle del fumetto e mettendo di fronte ai nostri cinque cavalieri di bronzo i cosiddetti God Warriors, ovvero cavalieri ispirati alle creature figlie di Loki, il dio dell’inganno nella mitologia scandinava. Il luogo della lotta stavolta è la fredda e bianca Asgard, in un punto imprecisato del Nord della Scandinavia.

Oltre al cartone animato esistono quattro film d’animazione editi da Dynamic Italia (“La Dea della Discordia”, “L’Ardente scontro degli Dei”, “La leggenda dei Guerrieri Scarlatti” e “L’Ultima battaglia”). Si tratta di episodi brevi, autoconclusivi, da 50-80 minuti ciascuno, che non si collegano ad alcun episodio della serie regolare. Sono stati creati solo per arricchire ulteriormente il già ricco pantheon di prodotti basati sui “Cavalieri dello Zodiaco”.
La serie animata finisce alla saga di Nettuno mentre il fumetto continua con l’incredibile avventura nel regno degli Inferi, contro Lucifero in persona.
Molti hanno provato a far ragionare Kuramada e Araki ma le preghiere non sono servite a nulla. Nessuno dei due autori vuole realizzare la serie animata di Ades. Ultimamente una casa produttrice francese ha disegnato e animato un trailer di 6 minuti su una possibile sigla d’inizio della terza serie di “Saint Seiya” nello stile di Shingo Araki con l'obiettivo di proporlo alla Shueisha, ma ancora una volta i giapponesi hanno voltato le spalle al progetto.

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