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Fino al 18 marzo 2001 a Montreal "Hitchcock and Art: Fatal Coincidences": una mostra dedicata al maestro della suspence.

Hitchcock a Montreal

Fino al 18 marzo 2001 il Montreal Museum of Fine Arts in Canada presenta "Hitchcock and Art: Fatal Coincidences". La mostra si articola intorno a cinque grandi tematiche: la donna, il desiderio e il dubbio, l’inquietudine, il terrore e lo spettacolo

Dal 16 novembre 2000 al 18 marzo 2001 il Montreal Museum of Fine Arts presenta un’interessante mostra dal titolo: Hitchcock and Art: Fatal Coincidences (Hitchcock e l’arte: coincidenze fatali).
Questa coraggiosa, stravagante e innovativa esposizione (curata da Guy Cogeval – direttore del museo – e Dominique Paini – direttore della Cinémathèque Française di Parigi) è la prima nel suo genere, perché disegna i paralleli esistenti tra film e pittura. Mai prima d’ora un museo aveva posto la produzione di un filmaker sulla stesso piano di una creazione artistica con centinaia di anni di tradizione. E sono gli spettatori a tracciare le giuste connessioni tra le due arti, connessioni basate su incontri, giustapposizioni e coincidenze presentate attraverso un percorso espositivo che è allo stesso tempo intrattenimento e scoperta.
Duecento tele, dipinte dal 1800 ad oggi, disegni, stampe, libri illustrati e sculture, oltre a trecento documenti cinematografici, foto di scena, posters, locandine, story boards, disegni di costumi e bozzetti scenografici. La mostra è presentata dall’Investor Group, attraverso il suo programma “Sharing Culture with Canadians” (“Condividiamo la cultura con i canadesi”).
Il titolo della mostra sottolinea l’approccio dei curatori: scovare i quadri e le opere d’arte attraverso i quali il regista si ispirò per i luoghi, le atmosfere, le ambientazioni dei suoi film. E raccontare come tutto questo abbia potuto influenzare gli artisti contemporanei e le generazioni successive.
Il terrore, il feticismo, le donne, la passione, il brivido, lo humor, le ossessioni, l’intrigo, e tutti quei temi che Alfred Hitchcock ha amato e messo in scena, e che lo hanno reso il “regista dei registi”, sono naturalmente presenti all’interno della mostra.
L’itinerario dell’esposizione si divide in tre sezioni.
La prima, erudita e documentaristica, mira a presentare in modo completo l’opera di Hitchcock, scrutando in profondità il materiale arrivato a Montreal da collezioni private e da archivi pubblici sparsi in tutto il mondo.
La seconda, più spettacolare e onirica, si focalizza sulla fantasia di Hitchcock. Lo spettatore viene trasportato attraverso i set di film come "Gli uccelli" o "Psycho", che lo invitano a sperimentare l’atmosfera di quei film e ad afferrare l’incomparabile abilità hitchcockiana di manipolare la percezione e l’immaginazione di chi guarda.
L’immaginazione è stimolata anche da costumi e oggetti che sono stati gli ossessivi leitmotives di svariati thriller: la fune ("Nodo alla gola"), l’accendino ("L’atro uomo"), la testa mummificata della madre ("Psycho"), le forbici ("Il delitto perfetto"), il pendente di Carlotta Valdes ("La donna che visse due volte") e molti altri. Inoltre molte immagini dei film di Hitchcock vengono proiettate su immensi schermi di fronte ai quali il visitatore è costretto a passare, ricordando come a volte il regista abbia diretto i propri attori davanti a fondali proiettati;
La terza, più interpretativa, trova il suo fulcro nelle influenze, ispirazioni ed eredità dalle arti visive del passato che marcano l’opera di Hitchcock. Egli stesso è amante dell’arte e grande collezionista (Rodin, Dufy, Klee e Rouault). Forse, proprio per questo, i suoi film sono intrisi di elementi surrealisti e simbolisti.
Le opere selezionate (Rossetti, Burne-Jones, Beardsley, Sickert, Vallotton, Redon, Klee, Magritte, Khnoff, Hopper, De Chirico e molti altri) invitano a capire meglio i riferimenti visivi del mondo hitchcockiano. I quadri, con il loro spazio illusorio e le loro rappresentazioni mitologiche, alimentano la sua opera. Viceversa, Hitchcock è divenuto uno straordinario “fornitore di immagini” per l’arte del tardo 20° secolo, ispirando molti artisti contemporanei come Cindy Bernard, Alain Fleischer, Tony Oursler, Cindy Sherman, così come è avvenuto per quanti lavorano nell’arte cinematografica.
Inoltre un intenso programma di attività culturali ed educative interne alla mostra dà allo spettatore l’opportunità di apprezzare nel migliore dei modi questa esposizione. Nell'ambito del corso viene mostrata l’intera opera cinematografica di Hitchcock: i film parlati sono proiettati al Museum’s Maxwell Cummings Auditorium, mentre la Cinémathèque Québécoise proietta quelli muti, accompagnati dal vivo da un pianista.
Il catalogo di 400 pagine, abbondantemente illustrate, è prodotto dal Montreal Museum of Fine Arts’ Publications Department e dalla casa editrice Mazzotta di Milano, sotto la direzione editoriale di Dominique Paini. Esso presenta gli argomenti della mostra, la vita e le opere di Hitchcock, i vari approcci di quest’ultimo alla letteratura, alla religioni e alle arti visive e comprende saggi di Donald Spoto, biografo del regista, di Jacques Aumont e di Jean-Louis Schefer.
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