Il ritorno sulle scene dopo due anni dell'attrice del New Mexico con il film "Happy Tears", non infiammano la competizione come si sperava.
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Il ritorno sulle scene dopo due anni dell'attrice del New Mexico con il film "Happy Tears", non infiammano la competizione come si sperava.
Dami Moore e le (in)felici lacrime a Berlino
Il ritorno sulle scene dopo due anni dell'attrice del New Mexico con il film "Happy Tears", non infiammano la competizione come si sperava.
Non è protagonista (attrice principale è Parker Posey) e soprattutto si tratta di un film indipendente, fuori dal grande circuito. E, come diceva il personaggio di Morgan Freeman in "10 cose di noi": "Un film indipendente è perfetto per chi è stato grande un tempo, e vuole tornare al cinema. Se il film va bene ti ritrovi al centro dell'attenzione in un attimo, se va male è come se non l'avessi fatto, nessuno se ne sarà accorto".
Il succo del discorso quindi è: "Happy Tears" è un film che vale o no? Purtroppo no. Seppur per ovviare alla convenzionale trama "famiglia si riunisce al capezzale per il padre malato e mette assieme i occi del passato", il regista Mitchell Licthlenstein inserisca vari momenti onirici (come Ally McBeal faceva dieci anni fa. Ma proprio uguale, neanche un po' meglio!) e si tenti spesso la via dell'ironia per far prendere ritmo al canovaccio, il film si trascina stancamente senza suscitare emozioni o riflessioni. Anzi, alcune scene, tanto sono esplicitamente volgari (e non ironiche come forse le si vuole forse far passare) da creare vera e propria ripugnanza. Perchè inserire questo film in concorso?
Altro film in competizione presentato ieri è stato il rumeno-ungherese "Katalyna Varga". Protagonista, un'eponima ragazza dei carpazi che parte alla ricerca del vero padre di suo figlio, dopo che il marito ha scoperto il tradimento avvenuto anni prima. La proiezione delle nove del mattino per la stampa non aiuta certamente a far apprezzarei film molto concettuali e così gli sparuti applausi di qualche apprezzatore, sono serviti soprattutto da sveglia per il resto della sala, ben accomodata sulle poltroncine. A parte "The messengers" in concorso si è visto davvero poco di memorabile. A questo punto si punta su Costa Gavras e Scamarcio in programma l'ultimo giorno.
Fuori concorso invece il film biografico "Noturius B.I.G.", pellicola sul famoso rapper newyorkese assassinato nel 1997 per vendicare l'assassinio qualche mese prima del californiano Tupac Shakur ai tempi della guerra tra rapper di east e west coast. Se non vi ricordate di questa storia, vi basti sapere che "I'll be messing you", celebre hit di quell'estate, fu scritta dai membri dello studio di Puff Daddy (che era il produttore di Notorius) proprio per ricordare il loro amico morto a soli 24 anni. Un film convenzionale, ma quantomeno vedibile senza suscitare sbadigli. Un po' poco, ma rispetto al giorno dello sbadiglio del giorno precedente, un piccolo passo avanti.
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