Cronaca di un successo sperato: il cinema italiano torna a casa, dopo la trasferta francese, "confuso e felice".
Cronaca di un successo sperato: il cinema italiano torna a casa, dopo la trasferta francese, "confuso e felice".
IL GRAN FINALE
Cronaca di un successo sperato: il cinema italiano torna a casa, dopo la trasferta francese, "confuso e felice".
Haneke fa piazza pulita
Ad essere un po' perfidi, si potrebbe immaginare cosa avrebbe scritto un giornalista francese di un film italiano parlato in francese, ambientato a Roma e concentrato in un'istituzione come il Conservatorio di Santa Cecilia: perché qualcosa di molto simile è ciò che accade nella "Pianista" che ha mietuto il maggior numero di premi al festival di Cannes. La pellicola di Michael Haneke, infatti, porta a casa tre premi (miglior attore a Benoît Magimel, migliore attrice a Isabelle Huppert e il premio speciale della giuria), ma rimangono i dubbi sulla sua qualità e sul torto fatto ad altri cineasti come De Oliveira.
Gli altri premi
Il riconoscimento per il miglior film della sezione Un certain regard è andato a "Amour d'enfance", la pellicola del francese esordiente Yves Caumon ambientata nel sud della Francia. Un film iraniano si è aggiudicato, invece, il premio assegnato dalla Semaine de la critique: il riconoscimento è andato a "Under the Moonlight" del 35enne Reza Mir-Karimi. Il premio speciale della Caméra d'or, assegnato trasversalmente tra le varie sezioni del Festival, è andato al film di Zacharias Kunuk che racconta la vita di due fratelli in un villaggio eschimese. Infine, per quanto riguarda i corti in concorso, L'attrice Tilda Swinton ha consegnato il premio all'autore David Greenspan per il suo "Bean cake". Altri due riconoscimenti sono andati a "Pizza passionata", un corto di animazione di Kari Juusonen, e a "Daddy's girl", di Irvin Allan, che si è aggiudicato il premio speciale della giuria.
La Casta chiude il Festival
In attesa del Palmarès 2001 è stato presentato alla stampa "Les âmes fortes", la pellicola di chiusura diretta dal cileno Raoul Ruiz con la modella francese nei panni di una contadina. Il regista cileno ha realizzato una versione cinematografica del romanzo del controverso scrittore francese morto nel 1970, Jean Giono, intorno al quale esiste un piccolo culto che vanta tra i suoi maggiori esponenti il teorico cinematografico e regista Alexander Astruc.
- CONCLUSIONE FESTIVAL DI CANNES |
- FESTIVAL DI CANNES 2001 |
- VINCITORI FESTIVAL DI CANNES 2001 |
- NANNI MORETTI |
- MICHAEL HANEKE
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