Si apre la 58 mostra del Cinema di Venezia e lo fa raddoppiando. Due sono le sezioni in concorso come due sono i film che il direttore della mostra Alberto Barbera ha deciso di proporre nella giornata inaugurale.
Si apre la 58° mostra del Cinema di Venezia è lo fa raddoppiando. Due sono le sezioni in concorso come due sono i film che il direttore della mostra Alberto Barbera ha deciso di proporre nella giornata inaugurale.
Ciak si gira
Si apre la 58° mostra del Cinema di Venezia è lo fa raddoppiando. Due sono le sezioni in concorso come due sono i film che il direttore della mostra Alberto Barbera ha deciso di proporre nella giornata inaugurale.
Le sperimentazioni digitali di Giuseppe Bertolucci con “L’amore probabilmente” si scontrano con la ricerca temporale di Milcho Manchevski che dopo aver vinto il leone d’oro nel ’94 con “Prima della pioggia” torna al lido con “Dust”.
Bertolucci conferma in conferenza stampa di aver scoperto nel digitale e soprattutto nelle sue telecamerine un nuovo modo di fare cinema. “il digitale cambia i tempi di lavoro del cinema, c’è uno snellimento nella preparazione dei set, le scene e le luci hanno più spazio e più respiro, ma soprattutto il rapporto tra l’attore e la macchina da presa assume tono più intimi. Una volta presa confidenza con queste silenziose ed invisibili macchine il set diventa un luogo dove danzare tutti insieme.”
L’applauditissima Sonia Bergamasco conferma quanto detto dal suo regista “E’ stato facile mettermi in rapporto con le telecamerine. Non sentendo la presenza della macchina da presa noi attori avevano sul set un enorme libertà d’improvvisazione”.
Il film di Bertolucci è in concorso nella categoria cinema del presente e concorrerà insieme ad altri tre film italiani “Figli” di Bechis, “L’amore imperfetto” di Maderna e "L'uomo in più" di Paolo Sorrentino, all’assegnazione del Leone del Futuro.
Fuori concorso e vero film inaugurale del festival è “Dust” seconda opera del regista macedone Manchevski. Dopo aver sconvolto i canoni narrativi cinematografici 7 anni fa, Milcho confessa di aver lavorato a lungo su questo progetto e di esser stato pronto alla realizzazione della sua pellicola solo dopo essersi documentato molto sulla storia macedone da fine 800 ad oggi.
Il western è ovviamente un pretesto per raccontare il passato e il presente attraverso la memoria.
Ma come mai il regista macedone si è servito di un sottogenere ormai abbandonato.
“Mi sono nutrito di spaghetti western, anche se poi nel film i veri due omaggi che ho voluto rendere in maniera velata sono a Scorsese e a Kieslowski. Si ovviamente il western è un pretesto per parlare della rabbia della gente in Macedonia e i due cowboy sparano nella loro terra contro l’Occidente”.
Dopo l’arrivo di Nicole Kidman a Venezia, cresce intanto l’attesa per la proiezione del 1° settembre per “The others”. Domani in proiezione anche il già contestato “Bully”.
Ma si sa, come in ogni grande evento, non può non mancare uno scandalo, e di scandali al Lido sono pronti anche a inventarli.
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