Clare Peploe mette in scena una commedia degli equivoci in stile settecentesco
Clare Peploe mette in scena una commedia degli equivoci in stile settecentesco
Il trionfo dell'amore
Clare Peploe mette in scena una commedia degli equivoci in stile settecentesco
con Mira Sorvino, Ben Kingsley, Fiona Shaw, Jay Rodan
Italia/Gran Bretagna, 2001
Tratto da una piece di Marivaux del 1732, “The triumph of love” è la classica commedia degli errori con tutto il campionario di belle principesse, servi stolti, inganni e travestimenti.
Una principessa, benché amata dai suoi sudditi, regna ingiustamente sul trono che suo padre ha usurpato: il vero discendente alla corona è il bellissimo Agis, un ragazzo solitario di cui la principessa si innamora a prima vista. Il giovane però è stato cresciuto dal filosofo Ermocrate, razionalista e illuminista, al disprezzo del sesso femminile e dell’amore. E per di più Agis odia sopra ogni altra cosa la principessa usurpatrice e talvolta si allena al tiro con l’arco usando la sua effigie come bersaglio. Non sarà facile quindi per la principessa entrare nelle grazie di Agis, se non sotto le mentite spoglie del giovane Phocion. Travestita da uomo la principessa entra nella corte del famoso filosofo creando lo scompiglio intorno a sé, inscenando una vera e propria rappresentazione nella rappresentazione che finirà per fare innamorare tutti di lei e farà perdere la ragione e la dignità all’imperturbabile filosofo, che sconsolato dall’amore finirà a chiedere consiglio ai busti di gesso dei suoi predecessori.
La forza dell’opera di Marivaux stava nella carica eversiva nei confronti dell’ideologia dominante, l’illuminismo messo a nudo e ridicolizzato crudelmente attraverso la falsa pista della commedia. Spiega la regista: “Il drammaturgo francese era affascinato dall’esplorazione dei più oscuri e intimi recessi della natura umana, in particolare dell’amore e delle fasi alterne del cuore. Ne ‘Il trionfo dell’amore’ ha dimostrato che non si possono comprendere la vita e la natura umana senza avere sperimentato l’amore e averne pagato un prezzo altissimo”.
Perché altissimo è il prezzo dell’inganno d’amore per Ermocrate e sua sorella Leontina che usciranno dalla storia consapevoli delle proprie illusioni e portatori di una nuova verità. Il personaggio della principessa, Mira Sorvino, è quello a cui ruota intorno tutta la rappresentazione, regista occulta che pianifica il proprio piano d’amore con l’abilità, la precisione e l’energia di una missione di guerra. Un personaggio moderno, che Clare Peploe paragona a un’odierna donna in carriera che deve gestire emozioni, strategia, politica, vita e lavoro.
In definitiva “Il trionfo dell’Amore” è un’allegra commedia divertente e leggera che si lascia vedere senza troppi patemi, in cui la fine è ovvia fin dal primo minuto ma lo spettatore trova comunque l’interesse di farsi coinvolgere negli svolazzi e nelle trame di inganni e equivoci e colpi di scena che la principessa tesse con maestria, lasciandosi placidamente trasportare al trionfo finale, in cui l’amore vince e il regno ricompone le sue fratture interne.
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