Che cosa resta della 58ma edizione della Mostra della Laguna, tra aspettative mancate, Leoni raddoppiati e piacevoli sorprese.
Che cosa resta della 58ma edizione della Mostra della Laguna, tra aspettative mancate, Leoni raddoppiati e piacevoli sorprese.
Cala il sipario
Che cosa resta della 58ma edizione della Mostra della Laguna, tra aspettative mancate, Leoni raddoppiati e piacevoli sorprese.
Finisce così anche questa 58ma edizione della Mostra, quella della discussa moltiplicazione dei Leoni, quella senza divi e quella del voto misterioso. Nessun commento da parte dei giurati sulle diatribe interne, il presidente autarchico ha imposto il silenzio sulle decisioni della giuria e oggi tutti sembrano intimoriti a parlare. La frattura interna comunque c’è stata; da una parte l’osso duro, Jerzy Skolimovski, regista, pittore e perfino ex pugile, che con il supporto della produttrice danese Vibeke Windelov era decisamente a favore di “Canicola”. I corpi sfatti di attempati austriaci che fanno sesso sotto un caldo torrido sono però risultati sgradevoli a Nanni Moretti e al suo gusto estetico; da qui l’aspro conflitto.
Annunciato era il premio all’iraniano “Il voto è segreto”, acclamato all’unanimità il Leone del Presente a “L’emploi du temps” di Cantet, discusse le due coppe Volpi a Ceccarelli e Lo Cascio che, seppur meritate, hanno il sapore di risarcire gli eccessivi attacchi che il furore dalla critica ha riservato a “Luce dei miei occhi”.
A mani vuote tornano i ferrovieri privatizzati di Ken Loach, che ai festival partecipa sempre ma vince poco, gli adolescenti maledetti di Larry Clark e Goran Paskalievic, che con il suo “How Harry became a tree” era dato piazzato per il toto Leone. Il suo straordinario protagonista, Colm Meaney, forse un premio l’avrebbe meritato.
La sorpresa del festival è stato “Y tu mamà tambien”, destinato a diventare un piccolo cult, premiato per la Migliore Sceneggiatura e con il premio Mastroianni per i due giovani attori Diego Luna e Gael Garcia Bernal, che commossi ringraziano la mamma e Marcello Mastroianni. La delusione è stata invece “Abril despedaçado” del brasiliano Walter Selles, atteso come il più probabile vincitore dopo che il suo “Central do Brasil” aveva fatto man bassa di premi internazionali ai vari festival del mondo.
Finisce la Mostra e gli amici se ne vanno, i giornalisti esauriti, la marea di giovani cinefili con gli accrediti culturali e gli zaini in spalla, i curiosi, gli esibizionisti, le telecamere, le passerelle e i flash, e il Lido riprenderà a essere quel posto deserto e tristissimo che è d’inverno. Di questa Mostra ricorderemo le fugaci apparizioni di Nanni Moretti, l’aura eterea di Nicole Kidman, gli occhioni tristi del bambino artificiale di Spielberg-Kubrick. Ricorderemo il film di Mamet e quello di Woody Allen, cercando di dimenticare le spinte e la ressa prima della proiezione: una situazione da G8, con la polizia schierata e la gente incastrata nelle transenne. Dimenticheremo anche il vincitore, come succede ogni anno. A proposito, l’anno scorso aveva vinto “Il Cerchio”.
- 58 MOSTRA DELLA LAGUNA |
- CHIUSURA MOSTRA DELLA LAGUNA |
- STEFANIA ROCCA |
- FESTIVAL DI VENEZIA 2001 |
- NANNI MORETTI
-
Festival
Cannes: No di Pablo Larrain vince la Quinzaine
Il film cileno interpretato da Gael Garcia Bernal incassa il premio della...
-
Festival
Cannes: After Lucia vince Un Certain Regard
L'opera seconda del messicano Michel Franco vince il premio principale di Un...
-
Film
Foto: a Cannes è il giorno di Cosmopolis
Presentato in concorso "Cosmopolis", diretto da David Cronenberg e...
-
Notizie
Keira Knightley sposerà James Righton
L'attrice inglese convolerà a nozze con il tastierista dei Klaxons che...
-
NotizieX Factor 2012: confermati i giurati 2011
Saranno sempre Simona Ventura, Morgan, Elio e Arisa a giudicare i talenti...



