Mick Jagger sulla Croisette per presentare Stones in Exile, documentario della sezione Un Certain Regard che esplora con prezionsi filmati il processo creativo della band durante la lavorazione di "Exile on Main St."
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Mick Jagger sulla Croisette per presentare “Stones in Exile”, documentario della sezione Un Certain Regard che esplora con prezionsi filmati il processo creativo della band durante la lavorazione di "Exile on Main St."
La musica degli Stones travolge Cannes
Mick Jagger sulla Croisette per presentare “Stones in Exile”, documentario della sezione Un Certain Regard che esplora con prezionsi filmati il processo creativo della band durante la lavorazione di "Exile on Main St."
“Eravamo giovani, bellissimi e stupidi – continua Jagger, rivolgendosi alla platea in un doppio discorso pronunciato sia in inglese che in francese fluente – Oggi siamo solo stupidi! Ai quei tempi Nixon era alla Casa Bianca e c’era la guerra in Vietnam e noi non ne sapevamo nulla, perché eravamo reclusi in una villa della Francia del sud a registrare il disco!”.
Per sessanta minuti il regista Stephen Kijak, ci accompagna ad esplorare quell’epoca grazie a straordinari materiali fotografici, testimonianze della band e del loro entourage, filmati di repertorio e alcune preziosissime registrazioni video di Jagger, Keith Richards, Ronnie Wood e Charlie Watts al lavoro sul disco. Normalmente un gruppo di successo avrebbe impiegato poche settimane per incidere un album, gli Stones impiegavano lo stesso tempo a registrare una sola canzone: per giorni provavano senza trovare una soluzione, ma poi bastava un solo sguardo di complicità per capire che era arrivato il momento.
“Io e Mick siamo gli esatti opposti – dice Keith Richards in una sequenza del film – Lui deve sapere esattamente cosa farà domani, io invece sono più tranquillo e vivo alla giornata. Ma siamo legati, percorriamo questo cammino insieme: lui e Rock e io sono Roll!”. Nel film sentiamo anche le testimonianze di grandi fan degli Stones come Sheryl Crow, Jack White e Benicio Del Toro, passando per Will.i.am dei Black Eyed Peas fino al maestro Martin Scorsese che non resiste mai ad inserire la musica della band nei suoi film (e che ha anche diretto lo straordinario “Shine a Light”).
“Exile on Main St. non fu accolto bene – spiega Jagger – C’è voluto del tempo prima che fosse apprezzato pienamente dalla critica e dai nostri fan. Sarà perché si trattava di un album molto più lungo di quelli che avevamo fatto. Guadare questo film e vederci in questi filmati mi emoziona tanto. E’ come guardare un album di famiglia”.
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giovedì 20 maggio 2010
ore 5:54