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FANTAFESTIVAL 2001

Adriano Ercolani 12/04/2007

FANTAFESTIVAL 2001

Davvero pochi, purtroppo, i motivi per ricordare quest’ultima edizione del “Fantafestival”, rassegna che ha proposto una qualità media delle opere piuttosto bassa, a parte qualche rara eccezione. Durante la serata finale sono stati proclamati i vincitori, di fronte ad una sala gremita fino allo stremo. Alla fine ha vinto il “Faust” diretto dal regista-cult Brian Yuzna, decisione che non ha decisamente accontentato il pubblico presente, il quale non ha applaudito la decisione della giuria; l’impressione che si è avuta è che abbia avuto la meglio più la carriera del mitico regista di “Society” (id.,1990) che l’effettivo valore della sua ultima fatica. Lo stesso film ha avuto anche il premio, stavolta meritato, per i migliori effetti speciali. Uno scroscio di consensi è invece arrivato alla proclamazione del miglior regista, il giapponese Ryuhei Kitamura per il bel “Versus”, probabilmente la miglior pellicola in concorso. Migliori attori sono stati proclamati i “veterani” David Railsbeck e Carrie Snodgress (la ricordate in “Furie” di Brian De Palma?) per il controverso “Ed Gein” di Chuck Parello, film che racconta la storia vera del serial-killer che ha ucciso svariati compaesani nei primi anni ’50 e che ha poi ispirato il capolavoro di Alfred Hitchcock “Psicho” (Psycho,1960). L’opera di Parello, piuttosto forte nei contenuti ed in alcune scene di pazzia, ha diviso il pubblico per alcune scelte narrative piuttosto autoriali e contro corrente rispetto ai soliti generi thriller e horror. Infine il premio Lucio Fulci per la migliore opera prima è andato a “Pure Blood” di Ben Kaplan, pellicola sudafricana tra le più brutte presentate al festival. Cosa dire ancora di questa rassegna? La delusione forse più grande è arrivata dal maestro George A. Romero, che ha presentato il suo attesissimo ultimo lavoro, “Bruiser”, che si è invece rivelato niente più che un giallo di stampo prettamente televisivo e dalle metafore troppo apertamente scoperte per convincere sia i patiti del genere che gli spettatori più raffinati; peccato davvero per il grande regista di “La Notte dei Morti Viventi” (Night of the Living Dead,1968), che speriamo torni al più presto ai livelli che gli sono maggiormente consoni. Ma c’è qualcosa da salvare in qesta ultima edizione del “Fantafestival”? Certmante. A partire, ovviamente, dal pubblico scatenato, che ha sottolineato anche quest’anno con schiamazzi, battutacce ed oscenità varie le pellicole di scarso valore; è ormai consuetudine che gli spettatori della manifestazione abbiano voce attiva (forse fin troppo) anche durante le proiezioni. Vi sono stati anche coloro che si sono contrariati a causa di questo atteggiamento poco “ortodosso”: se fossimo stati in una qualsiasi altra sala in un qualsiasi altro momento lo avremmo sicuramente fatto anche noi. Ma va’ tenuto conto della tradizione radicata della rassegna, che fa’ leva proprio sull’adesione goliardica del pubblico. Prendiamo per esempio la serata finale, dove è stato presentato come film di chiusura il godibilissimo “Citizen Toxie: Toxic Avenger IV”! (id.,2001) di Lloyd Kaufman, il padre fondatore della ormai mitica casa di produzione Troma, specializzata in ero-horror di serie Z. Ebbene, alla proiezione del film, con lo stesso Kaufman e famiglia presenti, la folla divertita si è lanciata in un susseguirsi di pirotecnici schiamazzi, con freddure più o meno “altolocate” e continui scrosci di ilarità: a nostro avviso non può che essere questo il miglior approccio ad un determinato tipo di cinema, pensato e voluto per divertire nel senso pi “basso” del termine gli spettatori. A seguire il film con attenzione e partecipazione (?) ci sarebbe venuto sicuramente da piangere, mentre all’uscita dalla sala siamo stati ben contenti di aver visto l’ennesima avventura del vendicatore tossico, alle prese con un alter-ego cattivo e con svariate citazioni dal “Quarto Potere” (Citizen Kane,1941) di Welles. Come dire, al cinema, tutto il cinema, tutto è permesso!

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