Editoriale

ERIN BROCKOVICH

ERIN BROCKOVICH

ERIN BROCKOVICH

PROFILO CRITICO
Erin Brockovich non è un semplice “true movie”. Non è neppure una pellicola che vuole meramente rivelare l’esistenza di monumentali cospirazioni politico-economiche perpetrate da gigantesche multinazionali ai danni dei normali cittadini. Simili crimini ed efferratezze sono all’ordine del giorno e rivelano un malessere diffuso nel mondo. I mass media ci bombardano continuamente con notiziari intrisi di cronaca agghiacciante. E’ la testimonianza che qualcosa non va e che l’animo umano sembra soffrire di una patologia atta a degradarlo in indegno strumento di calcolo. Gli affari, il denaro, i profitti sembrano spodestare le più nobili virtù degli uomini: tutto ha un prezzo ed un valore commerciale. Ogni cosa può essere acquistata. La legge del mercato non risparmia nessuno. E se con il proprio operato e le proprie insane attività i magnati della grande industria generano vittime e producono danni irreversibili, nessun problema: esistono migliaia di espedienti per celare il tutto e tacitare le proprie coscienze. Il caso di Erin Brockovich rimanda dunque ad una profonda riflessione sul senso dell’esistenza umana allorché si assiste ad un reale abbrutimento della dimensione sociale di vita, dettata dall’ormai consolidata affermazione delle ferree regole capitalistico-commerciali. Ciò che davvero convince del prodotto di Soderbergh è tuttavia l’efficienza di un meccanismo filmico che, basandosi su una struttura narrativa ed uno script confezionati alla perfezione, non scade mai in una retorica ridondante e gratuita ma al contrario coinvolge lo spettatore in un sincero ed intimo stato emozionale. Durante il film si ride, si piange e soprattutto ci si immedesima completamente nella figura della protagonista che incarna l’ideale di una nuova eroina americana, a volte umile ed intraprendente, più spesso anticonformista ed intelligente. Quello realizzato dal regista di “Sesso, Bugie e Videotape” è insomma un prodotto che affascina e lo fa alla luce di una sapienza stilistica onnipresente: il talentuoso utilizzo della m.d.p (si pensi al lungo pianosequenza iniziale), l’attenzione e l’accuratezza delle scelte tecniche (ad esempio, la caratterizzazione degli esterni con campi lunghissimi molto luminosi e quella degli interni con riprese in dettaglio decisamente ombreggiate) concorrono a definire ancora una volta un linguaggio cinematografico personalissimo che viene ulteriormente sublimato dalle perfette interpretazioni di Finney e di una Roberts appariscente e completamente a suo agio nelle vesti di “femme provocant”.



PROFILO TECNICO
Un’ottima definizione per un video presentato in formato 1.85:1 anamorfico. La luminosità ed il contrasto non sono mai sbilanciati ma, al contrario, spesso raggiungono assoluti toni di eccellenza. Il croma è ricco e presenta colori senza particolari criticità, non risentendo sotto questo aspetto della rigida compressione MPEG-2. Nonostante questo, aberrazioni e distorsioni emergono nei dettagli in secondo piano, troppo trascurati rispetto agli elementi del background primario. Rallentamenti e flessioni di fluidità sono talvolta riscontrabili. Bit rate pari a 5.45 Mbit/sec.
Pur non essendo costantemente impegnati, i canali audio funzionano correttamente sotto la spinta propulsiva del Dolby Digital 5.1. Nella sua centralità di funzione, il fronte anteriore agisce a pieno ritmo, determinando un’equa distribuzione degli elementi sonori: i dialoghi sono estremamente chiari e la componente musicale viene soddisfacentemente gestita dalle casse dx/sx. Quasi mai impegnato il subwoofer per le frequenze basse. Nella traccia italiana si registra un flusso di dati pari a 448 Kb/sec.



EXTRA
La confezione dei contenuti speciali costituisce probabilmente il più forte aspetto di richiamo del disco. Estremamente ricco, il pacchetto rivela un’estrema cura nella realizzazione del menù interattivo che include un interessantissimo backstage hollywoodiano di circa 20 minuti: presenti in esso le interviste agli interpreti e a Soderbergh. Da sottolineare la presenza filmata delle testimonianze dei protagonisti reali della vicenda tra le quali spicca, per portata e rilevanza, quella offerta dalla vera Erin Brockovich. Al di là dell’onnipresente trailer cinematografico (doppiato in italiano), ad accrescere la parte dei contributi speciali interviene una buona trentina di minuti di scene e sequenze tagliate, ascoltabili anche in presenza del commento del regista. Il cast & credits finale, l’opzione della colonna sonora, la varietà delle lingue e dei sottotitoli selezionabili completano adeguatamente il quadro del lavoro.
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