Anche la giornata di mercoledi ha purtroppo regalato pellicole piu che deludenti, confermando che la 58 edizione della Berlinale non restera di certo nella storia di questa rassegna.
Anche la giornata di mercoledì ha purtroppo regalato pellicole più che deludenti, confermando che la 58° edizione della Berlinale non resterà di certo nella storia di questa rassegna.
Ancora delusioni a Berlino
Anche la giornata di mercoledì ha purtroppo regalato pellicole più che deludenti, confermando che la 58° edizione della Berlinale non resterà di certo nella storia di questa rassegna.
Partiamo dall’israeliano “Restless”, scritto e diretto da quell’Amos Kollek che con “Fast Food Fast Woman” (id., 2000) aveva sorpreso il festival di Cannes. La vicenda narra in parallelo le traversie di un padre e di un figlio, il primo a New York ed il secondo in Israele, divisi dall’abbandono del genitore ma uniti dal rapporto conflittuale nei confronti della storia e dei sentimenti nei confronti del loro paese. La confezione del film risulta molto accurata, ma fin dalle prime scene ci si rende immediatamente conto che le figure messe in scena traboccano di retorica, si presentano come superficiali funzioni per rappresentare ognuna una metafora, un diverso stato di una crisi ideologica, ma a livello emotivo non riescono davvero ad incidere sullo spettatore; tutte le psicologie rimangono approssimative, e conseguentemente anche l’incedere della storia pian piano si affloscia in un susseguirsi di scene del tutto prevedibili. La catarsi finale è poi assolutamente conciliatoria, dove invece avrebbe forse dovuto problematizzare lo scontro di cultura, vita vissuta ed idee che muove i due protagonisti.
Se “Restless” di certo non ha brillato, decisamente peggio è andata con “Il y a longtemps que je t'aime” del francese Philippe Claudel, storia di una copia di sorelle che si riunisce dopo quindi anni, quando la maggiore esce finalmente di prigione per aver scontato la sua condanna per omicidio. Questo lungometraggio non si risparmia nessuno dei luoghi comuni possibili per una vicenda di questo tipo, ed in più viene caricato dalla ormai proverbiale e vagamente inutile verbosità del cinema francese.
Le due attrici protagoniste poi non fanno nulla per migliorare una storia tanto scontata: se la giovane Elsa Zylberstein prova a compensare con la sua bellezza evidenti lacune recitative, la più esperta Kristin Scott-Thomas sfoggia ancora una volta un’interpretazione accuratamente avvilente, risultando dopo pochissime scene impregnata di un “istrionismo al contrario” a tratti irritante. E come se non bastasse. Claudel sceglie di incorniciare il tutto in un digitale dalla resa visiva molto poco convincente.
A conti fatti, e soprattutto a pochi giorni dalla sua conclusione, il festival del cinema di Berlino sta mostrando preoccupanti segni di cedimento, di decadenza dal punto di vista squisitamente qualitativo – tutt’altra cosa l’organizzazione, sempre puntualissima.
Il distacco da Cannes e Venezia, già presente negli ultimi anni, sembra addirittura accentuarsi, e ciò non può che essere un fattore negativo per la salute del cinema europeo.
- FESTIVAL DEL CINEMA DI BERLINO 2008 |
- AMOS KOLLEK |
- DELUSIONI |
- RESTLESS |
- IL Y A LONGTEMPS QUE JE T'AIME
-
Film
Foto: a Cannes è il giorno di Cosmopolis
Presentato in concorso "Cosmopolis", diretto da David Cronenberg e...
-
Notizie
Keira Knightley sposerà James Righton
L'attrice inglese convolerà a nozze con il tastierista dei Klaxons che...
-
NotizieX Factor 2012: confermati i giurati 2011
Saranno sempre Simona Ventura, Morgan, Elio e Arisa a giudicare i talenti...
-
Notizie
Prometheus rinviato al 19 ottobre
Slitta ancora la data di uscita italiana del prequel di “Alien” diretto da...
-
Festival
Cannes: le star unite contro l'AIDS
Nicole Kidman, Antonio Banderas, Diane Kruger, Milla Jovovich e tante altre...



