film,cinema,mulholland drive,david lynch
Film

"Mulholland Drive" ci riporta direttamente alla “stravolta” cifra stilistica di “Strade Perdute”, se non addirittura a “Twin Peaks”.

David Lynch, il grande visionario

David Lynch, il grande visionario

Far rientrare in schemi ben determinati i film ed il genio cinematografico di David Lynch è impresa praticamente impossibile: pensiamo a quanto sono diversi tra loro, ad esempio, gli ultimi due film, il giallo allucinato e provocatorio “Strade perdute” (Lost Highway”, 1996) ed il poetico ed ispirato road-movie “Una Storia Vera” (The Straight Story, 1999). Probabilmente due opere più differenti tra loro non potrebbero essere dirette dallo stesso Lynch. Il grande regista di “Cuore Selvaggio” (Wild at Heart, 1990, Palma d’Oro) è veramente un autore che segue sempre e soltanto la sua particolare ispirazione, anche quando, come è successo in passato, si è trovato a dover lavorare per le major americane e ad aver a disposizione ingenti budget per la produzione dei suoi film: anche lo sfortunato ma interessante “Dune” (id., 1984), colossal fantascientifico che ha fatto fiasco sia presso la critica sia presso il pubblico, rimane comunque un’opera in tutto e del tutto appartenente al suo creatore. Vi sono allora delle costanti reperibili, delle matrici proprie riconoscibili nel cinema di questo autore? Certamente. Prima di tutto la sua poderosa, incredibile carica visionaria. Insieme forse all’altro genio di David Cronenberg, Lynch è al giorno d’oggi il cineasta più “visionario” in circolazione, almeno tra quelli conosciuti dal grande pubblico. Il suo esordio nel lungometraggio, “Eraserhead - La Mente che Cancella” (Eraserhead, 1978), è gia un campionario di tutta la poetica visiva del cineasta: il film è assolutamente incomprensibile per quanto riguarda la storia, ma possiede il perverso fascino dell’incubo, in cui apparizioni insensate e dettagli inquietanti la fanno da padrone. Sia che si tratti di storie fantastiche o di gialli – oltre all già citato “Strade perdute” anche “Velluto Blu” (Blue Velvet, 1986) e “Fuoco Cammina con Me” (Fire Walk With Me, 1993), la componente oscura della psiche umana viene sempre rappresentata dall’autore in tutta la sua valenza angosciosa. Delle stesse sinistre apparizioni, oppure di sogni premonitori ma oscuri, sono costellati praticamente tutti i suoi film per il cinema, e soprattutto la serie televisiva che lo ha definitivamente consacrato al grande pubblico, “Twin Peaks” (id., 1988). In altre occasioni invece Lynch ha saputo trovare anche una vena decisamente melodrammatica, come nel bellissimo “The Elephant Man“ id., 1980), opera splendidamente fotografata in bianco e nero e magistralmente interpretata da attori del calibro di Anthony Hopkins, John Hurt e Anne Bancroft. “Una Storia Vera” è invece un film per certi versi del tutto “nuovo” rispetto al precedente; la vicenda (realmente accaduta) del vecchio Alvin Straight, che per andare a trovare il fratello attraversa tre stati americani sopra un trattore, è un lucidissimo saggio di regia ariosa, contemplativa, perfettamente integrata e coerente con i ritmi vitali del suo protagonista. Il film ha una lentezza che mai scade nella noia, e possiede una forza poetica e malinconica prima d’allora sconosciute all’autore. Che sia finalmente la prova della raggiunta maturità di Lynch, psicologica oltre che artistica? Non ci è dato saperlo. L'ultimo film è d’altronde un ritorno a temi ed atmosfere a lui decisamente più cari: “Mulholland Drive” sembra essere un thriller che ci riporta direttamente alla “stravolta” cifra stilistica di “Strade Perdute”, se non addirittura a “Twin Peaks”; come questo, infatti, anche l’ultima fatica di Lynch era originariamente destinata al piccolo schermo, ed era l’episodio-pilota di una serie che il regista intendeva girare; “scaricato” dall’emittente televisiva, il prodotto è stato raccolto da Canal Plus, che ha permesso all’autore di farne un lungometraggio e di portarlo alla “Croisette”, dove ha riccevuto la Palma per la Miglior Regia. Staremo a vedere cosa succederà all'Oscar, ma già c’è chi parla di capolavoro...

PER UNA PANORAMICA DI LYNCH IN DVD:

The Elephant Man


Dune


Strade perdute
KEYWORDS:
  • DAVID LYNCH CARRIERA | 
  • DAVID LYNCH FILMOGRAFIA | 
  • DAVID LYNCH FILM | 
  • DAVID LYNCH
  • REGISTA
LEGGI ANCHE
SCHEDE CAST

HIGHLIGHTS

  • matthew mcconaughey,mud

    Film | Mud Recensione Cannes Matthew McConaughey Jeff Nichols

    Mud - La nostra recensione

    Il nuovo film del regista di "Take Shelter" in Concorso a Cannes

  • nicole kidman,the paperboy
  • cosmopolis,robert pattinson,david cronenberg
  • cosmopolis,robert pattinson

ADV

BOX OFFICE

ita flagITA usa flagUSA
1

Dark Shadows

1.366.851 €
Dark Shadows - Poster
2

The Avengers

602.228 €
The Avengers - Poster
3

American Pie: Ancora Insieme

575.808 €
American Pie: Ancora insieme - Locandina
4

Quella casa nel bosco

463.615 €
Quella casa nel bosco
5

La fredda luce del giorno

306.389 €
La fredda luce del giorno - Locandina

*Incassi del weekend del 18/05/2012

Classifica Completa >

costume bikini attrici film
Cucina Italiana Hollywood foto

ULTIMI FILM INSERITI

Guarda tutti i film >

TI INTERESSA...

sponsored links PPN