Tempi duri per l’onorevole Massimo Bonfili (Paolo Bonolis): cosa sarebbe del suo famigerato progetto di legge sulla famiglia se si venisse a sapere della sua amante, la giovane e bella soubrette Martina Brandi (Elena Santarelli)? Meglio tentare di insabbiare tutto, e quindi evitare lo scandalo. Bonfili sceglie di adoperare il suo fidato autista Mariano (Sergio Rubini) come capro espiatorio, ed addossare a lui la tresca con la ragazza. Partito all’improvviso per Parigi con la moglie Pia (Stefania Rocca), Bonfili lascia che lo scandalo rovini la vita di Mariano, messo alla porta dall’amata moglie Dora (Margherita Buy). Troverà il pover’uomo la forza per opporsi alle ingiustizie perpetrate dal meschino politicante? E soprattutto riuscirà a resistere alle tentazioni offerte dall’affascinante Martina?
Come se non bastasse il doppio cine-panettone che Boldi e De Sica hanno confezionato questo Natale dividendosi, ecco arrivare nelle nostre sale un altro serio pretendente italiano a rastrellare gli incassi delle feste tramite una dose di comicità di grossa grana che sinceramente ci saremmo volentieri evitati. Speriamo almeno che questo mediocre “Commediasexi” serva per rivelare definitivamente la furbizia che si cela dietro le ultime pellicole di Alessandro D’Alatri, già autore dei sopravvalutati “Casomai” (id., 2002) e “La febbre” (id., 2005). Tentando di sfruttare le miserie e la meschinità che la classe politica della nostra “italietta” ci sbatte in faccia ogni giorno attraverso i media, il regista confeziona un film che troppo presto si adegua a rappresentare tale “aurea mediocritas” proprio attraverso la stessa approssimazione: il risultato è un’opera scialba, quasi mai graffiante, e tanto meno efficace come sferzante commedia di costume.
La sceneggiatura è assolutamente prevedibile, e si poggia su dei cliché che sembrano essere stati estrapolati dai peggiori spettacoli del Bagaglino. Paolo Bonolis nel ruolo del protagonista è un attore troppo macchiettistico per risultare davvero credibile, oppure per dipingere il proprio personaggio attraverso la lente deformante del grottesco. Accanto a lui sono stati fortunatamente presi come comprimari un numero di attori in grado di dar vita a figure sfaccettate, sincere, intelligentemente bidimensionali: ed ecco allora interessarci più a Rubini, alla Buy ed a Michele Placido, attori che con la propria indiscutibile professionalità innalzano – purtroppo non quanto avremmo voluto – il livello del film fino alle soglie dell’almeno accettabile.
Povero di idee, superficiale nella messa in scena, mancante di quell’aggressività comica di cui avrebbe necessitato, “Commediasexi” si limita ad essere una pochade di ben poca qualità. Se non fosse stato per una serie di comprimari di lusso come gli attori poco sopra citati, il giudizio sarebbe stato totalmente negativo. In questo modo si limita ad essere solamente molto deludente…




mercoledì 27 dicembre 2006
ore 16:02