I film ad alto budget di James Ivory, le pellicole sociali di Loach e quelle comiche alla "Full Monty"
British Reinassance e “nuovi arrabbiati”
British Reinassance e “nuovi arrabbiati”
In questo periodo di nuova fioritura del cinema anglosassone vengono nuovamente valorizzati anche due autori che possiamo definire come i più “arrabbiati” dell’intero panorama britannico, e che in un certo qual modo hanno dato voce e forza propulsiva a tutto un filone di cinema che verrà fuori dopo di loro: stiamo parlando ovviamente di Ken Loach e Mike Leigh. La denuncia dura e non retorica delle gravi condizioni economiche e sociali in cui versa la classe operaia in Inghilterra è il tema portante del cinema di Loach, mentre una critica più sarcastica e disincantata al malessere generale del comune cittadino pervade tutte le opere di Leigh. Volendo portare come esempi alcuni loro film, possiamo citare opere importanti come “Riff Raff” (1991) o “Piovono Pietre” (1992) per quanto riguarda Loach, mentre sicuramente il disperato nichilismo del magnifico “Naked” (1993) si presta ad essere manifesto significativo del cinema di Leigh. Un cinema dunque non conciliato né tanto meno conciliante, quello di questi due autori, tanto che per molto tempo le loro opere hanno avuto molte difficoltà a livello produttivo e distributivo. Adesso che i due hanno invece raggiunto un pubblico piuttosto vasto, anche il loro cinema in qualche modo ha risentito del fatto di dover parlare ad un numero maggiore di spettatori: se il primo continua la sua battaglia sociale con una cura più attenta alla resa estetica, Leigh ha ottenuto premi e consenso internazionali con film come “Segreti e Bugie” (1996) e “Topsy Turvy” (1999), opere sicuramente di ottimo livello ma mancanti di quella sana forza eversiva e contestatrice delle sue pellicole precedenti.
Negli ultimissimi anni questa nuova spinta della cinematografia britannica ha avuto un ottimo riscontro anche internazionale, con diversi film di intera produzione britannica: il successo di “Full Monty” (1997) di Peter Cattaneo, o del recentissimo “Billy Elliot” (2000) di Stephen Daldry valgano come esempio. Allo stato odierno il cinema inglese vive un nuovo periodo di fertilità, anche quando si muove lontano dall’egida produttiva dei “cugini” d’oltreoceano.
- CINEMATOGRAFIA BRITANNICA |
- BRITISH REINASSANCE |
- NUOVI ARRABBIATI |
- MOMENTI DI GLORIA |
- GANDHI
-
Film
Quella sera dorata - La nostra recensione
James Ivory torna con un film corale e immerge lo spettatore in una...
-
Notizie
Richard Attenborough ricoverato
Il regista, produttore ed attore britannico Richard Attenborough (85 anni) è...
-
Film
La contessa bianca
Il film racconta dell’incontro fra Sofia (Natasha Richardson) e Jackson...
-
Film
Le Divorce
”Le Divorce”, il film di James Ivory dà una sola conferma davvero positiva....
-
Festival
Le Divorce
”Le Divorce”, il film di James Ivory dà una sola conferma davvero positiva....
-
Notizie
Il rapporto con Hollywood fino agli anni '70
Il rapporto con Hollywood fino agli anni '70
-
Momenti di gloria
La preparazione atletica, il cameratismo universitario e l'avventura...



