film,colore,drew barrymore,cameron diaz,lucy liu courtesy of © Columbia,2000

Abili, seducenti, ginniche, le Charlie's Angels sono sempre pronte ad affrontare con successo una nuova missione. Un intreccio semplice con happy ending ha reso la serie tv un cult del piccolo schermo

Angels dalle molteplici identita'

La formula di ciascun episodio presenta una struttura base che si ripropone di volta in volta con poche varianti

La formula di ciascun episodio presenta una struttura base che si ripropone di volta in volta con poche varianti: i tre angeli sono convocati nella sede dell’agenzia e, assieme a Bosley, ascoltano la voce del loro boss che assegna loro una missione. Spesso, la vittima che chiede aiuto è una conoscente di Charlie, che appartiene al suo mondo benestante. Successivamente, una o due delle ragazze si infiltrano in incognito nell’ambiente da investigare aiutate esternamente dal resto del gruppo.
E’ proprio questa l'elemento base del successo della serie, in quanto gli Angeli dimostrano un eclettismo straordinario, compiendo via via le più disparate mansioni e assumendo molteplici identità per coprire il loro anonimato.
Eccole quindi in azione come detenute, pattinatrici, playmate, infermiere, hostess, reporter; ed eccole muoversi tra le luci scintillanti di Las Vegas, o sventare il rapimento di Charlie nelle paradisiache isole Hawaii.

Nel corso delle loro missioni, le ragazze dimostrano di possedere decine di risorse e conoscenze: arti marziali, abilità ginniche, spiccata attitudine investigativa e, ovviamente, l’arma della seduzione che, oltre a mostrarsi utile per la risoluzione dei casi, costituisce uno degli elementi che hanno concorso al successo clamoroso della serie.
Vi è, infatti, in "Charlie’s Angels", un erotismo di fondo, molto suggerito e celato; un elegante modo di sfruttare il sex-appeal dei tre accattivanti angeli, senza ovviamente superare il limite del buon gusto e, soprattutto, senza consentire che la bellezza fisica eclissi le doti intellettive, la destrezza e il talento del trio di detective.

Per la prima volta, dunque, sono tre donne a svolgere i compiti, a vivere le avventure, a manifestare capacità deduttive e competenze criminologiche riservate di solito a protagonisti maschili, mettendo in secondo piano la banale componente sessuale.
Queso aspetto risulta più marcato dal contrasto tra loro e l’unica indole decifrabile di Charlie, cioè quella di dongiovanni incallito, perennemente circondato da ragazze incantevoli.
Gli Angeli per lui rappresentano, invece, un bene prezioso da preservare e difendere da ogni tipo di sfruttamento carnale e il suo obbligo di protezione, nonostante la reiterata invisibilità e gli ironici e casti doppi sensi, è un vincolo imprescindibile.
E’ anche vero, tuttavia, che nella stagione 1980/81, per supplire alla carenza di inventiva che aveva causato una flessione negli ascolti, i produttori decisero di ambientare le prime sei puntate del ciclo alle isole Hawaii per offrire ai telespettatori l’opportunità di ammirare gli Angeli in costume da bagno!
Ma fu un’inezia dovuta alla temporanea perdita di smalto; "Charlie’s Angels" aveva già significato molto per la storia della fiction televisiva, restituendo un’immagine della donna indipendente, autosufficiente, idonea e superando, perciò, la tipica figura femminile asservita ad un ambiente patriarcale.
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