Tutti felici tranne i delusi

roman polanski,festival di cannes 2002 Courtesy of ©Cannes Festival
Festival

Vincitori e vinti dell'ultimo festival di Cannes

Tutti felici tranne i delusi

Tutti felici tranne i delusi

Non sarebbe Festival se non fosse così. Le immagini dell’Olocausto firmato Roman Polanski scorrono sul megaschermo del cinema Lumiere mentre ancora sul megaschermo esterno al Palais, per la gioia delle centinaia di fans assiepati dentro le transenne, imperversano le generose scollature della nuova dea dell’amore Rebecca Romijn-Stamos, cui si sovrappongono gli sguardi sensuali della nuova dea dello scandalo Monica Bellucci e i sorrisi d’altri tempi della nuova dea dello charme Sharon Stone.Si chiude così questa 55a edizione del Festival di Cannes, caratterizzata da tanti film “carini” e alcune cose indimenticabili. La Palma d’oro è andata al “Pianista” di Roman Polanski, vicenda simbolica e toccante ambientata nei drammatici giorni dell’Olocausto e realizzata, come l’autore a tenuto a precisare nei ringraziamenti sul palco, grazie a una produzione polacca, oltre al contributo di Rai Cinema, che un po’ ci inorgoglisce, in un’edizione per il resto abbastanza avara per la compagine italiana. Il film è bello, e la Palma d’oro ci può stare benissimo. Come ci sta più che bene il Gran Premio della Giuria (quello che per tradizione va al film più originale, sperimentale, fuori dai canoni) al folle finlandese Aki Kaurismaki, autore dell’apprezzatissimo “L’uomo senza passato”. Dieci minuti ininterrotti di applausi e il ringraziamento di Kaurismaki “prima di tutto a me stesso, poi alla giuria”. Degli altri, vanno rimarcati come degni i premi per la recitazione ai semisconosciuti interpreti de “Il figlio” (difficile e importante film dei difficili e importanti fratelli Dardenne) e, ancora, dell’”Uomo senza passato” (nonostante alcune indiscrezioni della vigilia avessero fatto pensare alla nostra Monica Bellucci – ma francamente, sarebbe stato eccessivo). Giusto anche il premio alla regia per Paul Thomas Anderson, capace di dare atmosfere e imprevedibilità alla nullità della favoletta di “Punch-Drunk Love”. E soprattutto miracoloso il premio alla sceneggiatura del film di Ken Loach “Sweet Sixteen”, come al solito (anzi, sempre più del solito) bello, rigoroso, profondo. Il premio della giuria è andato al palestinese “Intervento divino” di Elia Suleiman, e il premio del 55esimo anniversario al commovente manifesto anti armi e anti yankee di Michael Moore (“Bowling for Columbine”). Ma non sarebbe Festival se, accanto ai tanti contenti, non ci fossero i delusi e gli strascichi polemici. A cominciare dall’unico capolavoro di quest’anno, il film “Russian Ark” del sovietico Sokurov, kolossal in digitale tutto girato dentro l’Hermitage, così elegante e così profondo da lasciare senza fiato. Come pure il piccolo gioiello di economia e semplicità “Ten” dell’immarcescibile Kiarostami. Ma fa tutto parte del gioco, come fa parte del gioco questa parata finale di stelle, questa chiassosa disposizione di paparazzi in smoking, questa disorganizzazione tutta francese (convinti di essere i migliori anche quando combinano inenarrabili casini) e queste mani che si agitano per un arrivederci alla prossima edizione, che si spera altrettanto inutile e dilettevole di questa.
KEYWORDS:
LEGGI ANCHE

ADV

BOX OFFICE

ita flagITA usa flagUSA
1

Dark Shadows

1.366.851 €
Dark Shadows - Poster
2

The Avengers

602.228 €
The Avengers - Poster
3

American Pie: Ancora Insieme

575.808 €
American Pie: Ancora insieme - Locandina
4

Quella casa nel bosco

463.615 €
Quella casa nel bosco
5

La fredda luce del giorno

306.389 €
La fredda luce del giorno - Locandina

*Incassi del weekend del 18/05/2012

Classifica Completa >

costume bikini attrici film
Cucina Italiana Hollywood foto

ULTIMI FILM INSERITI

Guarda tutti i film >

TI INTERESSA...

sponsored links PPN