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E il mondo artistico conobbe il kung-fu
Bruce Lee: il piccolo grande drago
E il mondo artistico conobbe il kung-fu
L’esaltazione per la lotta, per il combattimento, alla continua ricerca di una coreografia al servizio dello spettacolo, fanno di Bruce Lee un personaggio che si è ritagliato un proprio spazio nel mondo chiuso di Hollywood. Straniero in terra straniera, come gli stessi personaggi che ha interpretato, in una terra di confine, custode di quei segreti e di quelle tradizioni che le comunità orientali avevano tenuto nascoste, in un universo vorace e allo stesso tempo diffidente nei confronti delle diversità culturali.
In Italia il primo film ad essere distribuito è "Dalla Cina con furore" ('Fist of Fury, 1972'), mentre, per vedere "Big Boss", girato precedentemente, si deve attendere ancora qualche mese. In Italia il film esce con il titolo "Il furore della Cina colpisce ancora".
Lee interpreta Chen, un lottatore che giunge in un piccolo paese della campagna thailandese. Lì inizia a lavorare nella fabbrica di Mii (interpretato da Han Ying Chie, attore piuttosto noto e maestro d’armi) che dietro la facciata di onesto uomo d’affari nasconde l'anima di un brutale malvivente senza scrupoli che traffica in stupefacenti. Il film mette in evidenza una serie di tematiche che saranno poi riprese in alcune opere successive: il tema del sacrificio, la momentanea rinuncia alla violenza seguita poi dalla definitiva riaffermazione della propria dignità e di quella di quanti vengono brutalmente sottomessi. Chen è infatti un personaggio tradito, costretto a riprendere la lotta solo dopo che i suoi sogni di convivenza pacifica si sono scontrati con la crudeltà di Mii. Il patto di rinuncia alla violenza, sancito tra Chen e la madre, viene infranto quando il medaglione, che gli aveva regalato la donna si rompe inavvertitamente durante uno scontro.
Il personaggio di Chen in "Il furore della Cina colpisce ancora" risente direttamente del genere Gong Fu di cui il protagonista è un eroe tragico, solitario, forzato ad affrontare un crudele destino. Chen-Lee è alla ricerca di qualcosa che crede di aver trovato nel piccolo paese, i suoi modi sono quelli di un galantuomo, crede nel rispetto e nell’amicizia. Ma il suo personaggio subisce una profonda trasformazione quando scopre che il ritratto che aveva fatto di Mii, e che aveva quasi identificato come un suo secondo padre, si rivela completamente distorto. L’eroe rinuncia ai suoi pacifici sogni, all’amore, alle promesse e affronta il proprio tragico destino scontrandosi con Mii in una battaglia senza quartiere che si risolve con la sua vittoria. Il prezzo da pagare sarà alto: Chen dovrà consegnarsi alla polizia. E’ la lotta del bene contro il male portata avanti a colpi di karatè e di interminabili combattimenti che segnano i personaggi intrappolati in un “gioco” senza fine dove la violenza è così spettacolarizzata da risultare quasi asettica.
In "Dalla Cina con furore" del 1972, diretto da Lo Wei, Bruce Lee riprende il personaggio Chen nel ruolo di solitario eroe senza patria. Abbandonata la scuola in cerca di fama e fortuna (la presenza di una famiglia, reale o simbolica, è una costante dei suoi film) vi ritorna in tempo per assistere al funerale del suo vecchio maestro. Questo ritorno coincide con l’inevitabile scontro con gli allievi delle altre scuole in una Shangai anni Trenta occupata dai giapponesi. Il temperamento focoso e incontrollato del giovane complica la situazione, che si trasforma in lotta aperta tra le scuole cinesi e quelle giapponesi. Anche in questo caso il destino dell’eroe è segnato, nonostante egli combatta per la propria dignità e per quella degli oppressi.
Negli Stati Uniti il film è un grande successo e incassa circa dodici milioni di dollari. Per Bruce Lee è la consacrazione ufficiale. Sempre nello stesso anno l’attore scrive e dirige quello che per molti diventerà un vero “cult movie”, sia per l’ingenuità di certe situazioni, sia per certe sequenze che rimarranno impresse (come dimenticare lo “straordinario” combattimento tra il piccolo drago e un giovane Chuck Norris a Roma in un Colosseo completamente ricostruito?): "L’urlo di Chen terrorizza l’Occidente" (The Way of the Dragon).
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