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Molti dei progetti tratti dai suoi romanzi hanno finito per naufragare

I film legati alla fantascienza di Asimov

I film legati alla fantascienza di Asimov

Malgrado il successo e l’originalità delle sue storie, Asimov non ha mai stabilito un contatto solido e continuativo con il mondo del cinema, a differenza di molti altri fortunati romanzieri. I film che possiamo legare al suo nome non sono moltissimi, sia per i ripetuti tradimenti da parte del cinema verso le opere originali, sia perché parecchi dei progetti tratti dai suoi romanzi hanno finito per naufragare: da “I, Robot” a “Foundation”, fino addirittura a una possibile trascrizione di “Evidence”, di cui aveva comprato i diritti nientemeno che Orson Welles, nel 1946. Asimov, comunque, oltre ad aver trovato spesso un doveroso risarcimento in produzioni televisive (“The Caves of Steel”, “The Android Affair”), ha anche svolto nel cinema il ruolo di consulente nei film di fantascienza: ricordiamo almeno “Il dormiglione”, scatenata farsa futuristica di Woody Allen, di cui in realtà lo scrittore non cambiò una virgola, trovandola straordinariamente divertente, e “Star Trek – The Motion Picture”, primo film tratto dalla fortunata serie televisiva.
Ripercorriamo ora alcune delle tappe più significative della collaborazione di Asimov con il grande schermo.


Viaggio allucinante (Fantastic Voyage, Usa 1966) di R. Fleischer
Con Stephen Boyd, Raquel Welch, Donald Pleasence.
Un gruppo di medici, per eseguire un’operazione particolarmente delicata, penetra nel corpo del paziente a bordo di un sottomarino miniaturizzato: ma l’organismo umano si rivelerà pieno di trappole imprevedibili.
Ricco di trovate ingegnose, di effetti speciali innovativi (per l’epoca) e di una gustosa vena pop, è forse il film più celebre legato al nome di Asimov, il cui apporto però è stato a lungo e paradossalmente frainteso: chiamato per occuparsi della “novelization” (la riduzione a romanzo) dello script, fece il suo lavoro talmente in fretta che il libro uscì a riprese ancora non ultimate, generando così l’equivoco che il film fosse tratto dal romanzo e non il contrario. Asimov comunque rilesse la storia in modo molto personale e vi s’affezionò a tal punto da farne uscire un seguito dopo più di vent’anni, edito in Italia con il titolo “Destinazione cervello”.

L’uomo bicentenario (Bicentennial Man, Usa 1999) di C. Columbus
Con Robin Williams, Embeth Davidtz, Sam Neill, Oliver Platt
Andrew è un robot domestico che, nella sorpresa generale, mostra anche di avere una personalità e di provare sentimenti, affezionandosi soprattutto alla più piccola della famiglia, da lui chiamata Piccola Miss. Si avvicendano le generazioni e Andrew, con l’aiuto dello scienziato Rupert Burns, sostituisce circuiti e lamiere del suo corpo con riproduzioni perfette di pelle e organi, fino a riuscire a coronare il suo sogno d’amore con la nipote di Piccola Miss, Portia, assolutamente identica alla nonna. Dopo aver vissuto duecento anni decide di rendersi mortale per essere legalmente riconosciuto come uomo e spegnersi insieme alla sua Portia.
Tratto dal racconto di Asimov “The Bicentennial man” (ma anche dalla sua versione romanzata, “The Positronic Man” di Robert Silverberg), il film affronta un tema prettamente asimoviano: il rapporto tra uomini e robot. Anche se sembra obbedire fedelmente alle leggi della robotica, Andrew è un cyber-rivoluzionario del sentimento e della libertà e la parabola sofferta della sua integrazione diventa una lezione universale contro l’intolleranza.

Light Years (Light Years, Francia 1988) di René Laloux
Con le voci di Glenn Close, Bridget Fonda.
Affascinante film d’animazione di fantascienza, racconta la storia di Gandahar, mondo utopico dove la vita serena e tranquilla degli abitanti è sconvolta dall’arrivo di misteriose forze del male capaci di trasformare le persone in pietra. Un piccolo cult per gli appassionati del genere, “Light Years” si è avvalso della collaborazione dello scrittore americano solo per la versione inglese, di cui egli ha fornito una rilettura particolarmente ricca.


Nightfall (Nightfall, Usa 2000) di Gwineth Gibby
Con Robert Stevens, David Carradine, Jennifer Burns
Entrambi i film sono tratti dal racconto omonimo di Asimov ambientato sul pianeta Aeon, sul quale un giorno perpetuo viene assicurato dalla presenza di ben sei soli. Quando però ogni mille anni, cinque tramontano e l’ultimo è nascosto da un’eclisse, la popolazione impazzisce e dà fuoco a ogni cosa per restituire al pianeta la sua luce.
La pellicola diretta da Mayersberg negli anni ottanta è stata paragonata a “Piano nove dall’Interspazio” del famigerato Ed Wood in quanto a sconclusionatezza e demenzialità involontaria. Forse andrà meglio con la nuova versione, ancora inedita in Italia.

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