ANNIVERSARY PARTY
Anniversary Party
In una magnifica villa sulle colline di Los Angeles, il risveglio di Joe e Sally Therrian (Alan Cumming e Jennifer Jason Leigh) sembra ‘disturbato’ solo dal loro amato cane. Yoga sul bordo della piscina, sole, telefoni che suonano invano, colf affaccendate. L’armonia regna sovrana nel giorno del sesto anniversario del matrimonio di Joe e Sally. Ma non tutto è così come appare. Lei è stata un’attrice nota che adesso stenta a ritrovarsi. Lui è un romanziere di successo, stravagante e un po’ infantile. La festa che dovrà celebrare il loro sesto anniversario di matrimonio celebra in realtà il loro ritorno insieme dopo un anno di lontananza. Ogni problema è destinato a venire a galla con il progressivo arrivo degli invitati. Coniugi Gold e figli (Kevin Kline, Phoebe Cates e i figli di Kline), il manager di Sally, la prima fiamma di Joe (Jennifer Beals), gli ‘odiati’ vicini, il regista del film che Sally sta girando (John C. Reilly) con l’eccentrica, psicolabile moglie, il violinista amico di Sally da una vita (Michael Panes), la bellissima giovane attrice che si prepara a prender parte al film che Joe dirigerà adattando un suo libro (Gwyneth Paltrow).
L’atmosfera di complicità che pervade la casa quando tutti sono arrivati e la luce del pomeriggio si affievolisce comincia a mostrare la vera personalità dei due protagonisti: Joe è un narcisista che guarda sempre altrove, incapace di mantenere le proprie promesse, poco diplomatico e ben poco dedito ai propri ‘doveri’ familiari; Sally è una donna insicura, possessiva e gelosa, che crede di conoscere bene cosa è giusto e cosa non lo è, ma sulle questioni più importanti ha un’irrefrenabile desiderio di sottrarsi (vuole o no avere un figlio da Joe?). In un crescendo continuo, ansie, insoddisfazioni e debolezze di tutti i personaggi assumono contorni netti e sarà il regalo più inaspettato (pasticche di ‘ecstasy’ per tutti) a portare al limite ogni situazione, fino alla tragedia finale e al ritorno della ‘calma’ quotidiana.
Girato in digitale in diciannove giorni (ma l’effetto prodotto dal direttore della fotografia John Bailey è ottimo), ‘The Anniversary Party’ vorrebbe essere un’amara commedia, ironica e tragica al tempo stesso, ma non fa ridere né piangere, l’amarezza che provoca è scialba e banale, mentre “l’umorismo tagliente” che Jennifer Jason Leigh (regista e sceneggiatrice assieme allo stesso Alan Cumming) dice di aver individuato “pensando alle persone che conoscevamo” è forse chiaro solo alle persone che i due registi conoscono. Il tentativo di mostrare un gruppo di amici che si frequentano da molti anni nel pieno di una giornata densa e significativa non può essere risolto solo mettendo assieme amici che si conoscono e frequentano nella realtà. “La sceneggiatura – ha detto Alan Cumming – si è scritta da sola”. Per fortuna. Del film, si salvano attori come John C. Reilly e Gwyneth Paltrow, oltre che la fantastica villa progettata da Richard Neutra negli anni ’50.
L’atmosfera di complicità che pervade la casa quando tutti sono arrivati e la luce del pomeriggio si affievolisce comincia a mostrare la vera personalità dei due protagonisti: Joe è un narcisista che guarda sempre altrove, incapace di mantenere le proprie promesse, poco diplomatico e ben poco dedito ai propri ‘doveri’ familiari; Sally è una donna insicura, possessiva e gelosa, che crede di conoscere bene cosa è giusto e cosa non lo è, ma sulle questioni più importanti ha un’irrefrenabile desiderio di sottrarsi (vuole o no avere un figlio da Joe?). In un crescendo continuo, ansie, insoddisfazioni e debolezze di tutti i personaggi assumono contorni netti e sarà il regalo più inaspettato (pasticche di ‘ecstasy’ per tutti) a portare al limite ogni situazione, fino alla tragedia finale e al ritorno della ‘calma’ quotidiana.
Girato in digitale in diciannove giorni (ma l’effetto prodotto dal direttore della fotografia John Bailey è ottimo), ‘The Anniversary Party’ vorrebbe essere un’amara commedia, ironica e tragica al tempo stesso, ma non fa ridere né piangere, l’amarezza che provoca è scialba e banale, mentre “l’umorismo tagliente” che Jennifer Jason Leigh (regista e sceneggiatrice assieme allo stesso Alan Cumming) dice di aver individuato “pensando alle persone che conoscevamo” è forse chiaro solo alle persone che i due registi conoscono. Il tentativo di mostrare un gruppo di amici che si frequentano da molti anni nel pieno di una giornata densa e significativa non può essere risolto solo mettendo assieme amici che si conoscono e frequentano nella realtà. “La sceneggiatura – ha detto Alan Cumming – si è scritta da sola”. Per fortuna. Del film, si salvano attori come John C. Reilly e Gwyneth Paltrow, oltre che la fantastica villa progettata da Richard Neutra negli anni ’50.
- Raffaella mercoledì 18 giugno 2003 ore 12:29
- Forse non sono un critico blasonato, ma a me questo film ha comunicato molto...secondo me il messaggio era chiaro e preciso. E non credo di essere stata l'unica ad apprezzarlo. Si vede che ho gusti schifosi! Pazienza, sopravviverò, grazie ma mi tengo i miei gusti pessimi!
