aida degli alberi,aida,lanterna magica,ennio morricone,guido manuli courtesy of © Medusa Film/Lanterna Magica

La regia e la sceneggiatura di "Aida degli alberi" è stata affidata a Guido Manuli che per molti anni ha lavorato nello studio di Bruno Bozzetto.

Animo giovane, favole e fantasia

La regia e la sceneggiatura di "Aida degli alberi" è stata affidata a Guido Manuli che per molti anni ha lavorato nello studio di Bruno Bozzetto.

La regia e la sceneggiatura di "Aida degli alberi" è stata affidata a Guido Manuli che per molti anni ha lavorato nello studio di Bruno Bozzetto. Ha inoltre curato la co-regia del lungometraggio “Volere-Volare” con Maurizio Nichetti, la regia di “Monster Mash”, oltre ad aver realizzato spot pubblicitari, sigle televisive e cortometraggi.

E’ contento del risultato ottenuto con “Aida degli alberi”?

Guido Manuli: “Innanzitutto sono contento perché siamo arrivati alla fine. Terminare il lavoro è sempre la prima sfida da riuscire a superare. Con i problemi che ci sono oggi, sia di finanziamenti che di produzione, non è una cosa scontata riuscire ad arrivare alla fine del processo produttivo”.

C’è qualcosa che non è riuscito a fare, magari a causa del tempo, e avrebbe voluto aggiungere?

G.M.: “Quando si disegna uno rifarebbe i disegni trenta, cinquanta e anche cento volte. Ti piacerebbe aggiungere qualcosa, modificarne un’altra, anche cose piccole. A un certo punto però devi dire basta e fare la scelta finale altrimenti si rischia di non finire mai”.

Qual è il suo personaggio preferito?

G.M.: “Ce ne sono due: Ramfis e Raz. Ramfis perchè è un cattivo veramente sfigato. Lopez come doppiatore di Ramfis è stato eccezionale ed è riuscito a dargli un tocco di ironia in più. Poi Raz, questo coccodrillo che piange e che, come ha detto qualcuno, è un po’ la televisione di Petra. Piangendo infatti fa vedere, attraverso le pozzanghere delle sue lacrime, cosa sta accadendo nell’altro villaggio. Piange copiose lacrime solo gli vengono dati grandi quantità di dolcetti”.

In conferenza ha detto che ad un certo punto avete avuto dei problemi perché c’erano troppi film in lavorazione rispetto al numero di disegnatori disponibili. Lo possiamo percepire come un messaggio positivo per le nuove leve?

G.M.: “Sicuro. C’è veramente bisogno di ragazzi che disegnino e che imparino questo mestiere. Se penso a me, io ormai disegno da una vita, ho una matita al posto di un dito. E’ un mestiere faticoso che richiede molto impegno, ma è un lavoro magico. Ci sono anche alcune regole da seguire, così come è importante saper ascoltare gli altri, però è un mestiere meraviglioso, per i giovani direi eccezionale. Non bisogna dimenticare mai però di avere molta pazienza e molta professionalità”.

Le sue fonti d’ispirazione? Sia i personaggi che le ambientazioni sono molto particolari...

G.M.: “Peccato che non si possa vedere tutto quello che ho nella testa. Credo che la mia fantasia sia così prolifica anche perché mi piacciono le favole che tra l’altro mi sono state raccontate e che racconto a mia volta ancora oggi. Io continuo a dire di essere molto piccolo e di non avere più di otto anni. Quando mi viene un’idea comincio a raccontarla a più persone e a studiarne le reazioni, a seconda dell’effetto modifico delle cose e continuo così. In questo modo lentamente prendono forma storie, personaggi e altro ancora".

La sua favola preferita?

G.M.: “Direi che per me va bene l’ultima favola che ho letto, non ce ne è una in particolare, basta che ci sia dentro fantasia e originalità”.

Escono tre film importanti tutti nello stesso giorno. Qual è l’emozione che le suscita questo avvenimento?

G.M.: “Non ho visto “Momo”, ma conoscendo Enzo credo che sarà un bel prodotto, ho visto “Atlantis” e malgrado tutti mi abbiano detto che il risultato non era eccezionale a me è piaciuto molto. Certo è differente dal solito. Disney ha cercato di creare una grafica diversa e questo ha fatto sbarellare le persone che sono abituate ad unire Disney ad un certo stile. Per alcune cose poteva essere migliore, però è sempre molto piacevole da vedere”.
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