A-Team - la recensione del film

The A-Team
  • A-Team - la recensione del film

    di Alessandro De Simone

    Pensare alle serie anni Ottanta come telefilm molto pop, assai camp e soprattutto very light and funny è in realtà un grosso errore di valutazione. La maggior parte dei telefilm che ricordiamo come compagni inseparabili della nostra giovinezza (almeno nel caso di chi scrive), partivano da basi e valori assai seri. La puntata pilota di “Magnum P.I.” è infatti un poliziesco a tinte forti con un viraggio noir accennato ma tangibile, così come il poi miseramente crollato “Supercar” partiva da un assunto di tutto rispetto. Lo stesso “A-Team” è nato come un telefilm molto più crudo di quello che poi non sia diventato nel corso delle sue successive cinque stagioni. Quattro reduci del Vietnam, ricercati dalla polizia militare per un crimine che non hanno mai commesso, che diventano quattro moschettieri che combattono l’ingiustizia. La prima stagione è sì divertente, ma anche arrabbiata e politicamente scorretta, elementi che recupera Joe Carnahan per la trasposizione cinematografica della serie, passando dal Vietnam all’Iraq, puntando il dito contro la CIA e l’esercito e facendo di questo A-Team per il grande schermo un action movie guascone e molto più anarchico che reazionario, nonostante i continui richiami a valori squisitamente camerateschi come l’onore, la giustizia e la lealtà.

    Liam Neeson è Hannibal

    Hannibal, Sberla, B.A. e Murdock edizione 2010 si ritrovano nei guai a causa di un set di matrici per la stampa dei biglietti verdi con sopra i presidenti sparite dopo una difficile missione nel cuore di Baghdad. Dopo una rocambolesca serie di evasioni, il gruppo riunito troverà la soluzione per riscattarsi e avere giustizia, ovviamente grazie a un piano ben riuscito. Carnahan dirige con sicurezza un cast che sembrava non aspettare altro che poter vestire i panni di questi quattro scapestrati, in particolare Shartlo Copley, già protagonista di “District 9”, come Murdock il pazzo e soprattutto Bradley Cooper adorabile Templeton Peck, cialtrone e affascinante al punto giusto.

    Bradley Cooper è Sberla

    Film d’azione a tutto tondo, “A-Team” ha almeno un paio di scene assolutamente memorabili (l’evasione di Murdock e la sparatoria tra grattacieli) e soprattutto vuole essere solo ciò che realmente è, ovvero un prodotto d’intrattenimento fatto divertendosi per divertire, ma anche per ricordare che siamo tutti padroni del nostro destino e che le ingiustizie non devono essere subite, lezione tanto semplice e banale quanto universale e di quotidiana attualità.

    Consiglio vivissimo: attendete la fine dei titoli di coda. Non ve ne pentirete. 

TRAMA

Versione cinematografica del celebre telefilm creato da Stephen J. Cannell , che vede protagonista una squadra di ex combattenti che diventano mercenari al servizio delle buone cause. LEGGI TUTTO...

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COMMENTI:
  • Giuseppe
    lunedì 28 giugno 2010
    ore 16:00
    CAPOLAVOROOOOOOOOOOO! Pensavo fosse una stupidaggine, invece mi devo ricredere... Veramente un bel film

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